Non Quella Che Volevo Davvero

scritto da R. E. Harlow
Scritto Ieri • Pubblicato 21 ore fa • Revisionato 21 ore fa
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Autore del testo R. E. Harlow

Testo: Non Quella Che Volevo Davvero
di R. E. Harlow

Mi siedo davanti al lago
quando la sera
impara a sparire.

L’acqua trattiene l’ultimo sole
come una parola
che non ho saputo dire.

Ho freddo alle dita.
Nel cappotto,
una fotografia piegata
da tutti gli anni
in cui ho finto
di non ricordare.

Sorridevamo.

Non sapevamo ancora
che certi addii
cominciano molto prima
di essere detti.

Tornano adesso
le strade non prese,
le porte lasciate socchiuse,
i nomi tenuti in fondo alla gola
come fiammiferi
sotto la pioggia.

Tornano gli occhi
che non cercai,
la mano
che avrei potuto stringere,
quel momento preciso
in cui bastava poco
e io rimasi
dalla parte del silenzio.

Ho avuto una vita intera.

Ma non quella
che volevo davvero.

Avevo un resta in gola,
fermo,
vivo,
quasi una ferita.

Non lo dissi.

Mi feci pietra
davanti alla felicità,
come se la luce
fosse qualcosa
da respingere.

Tu mi lasciavi spazio
e io ci vidi il vuoto.

Mi tendevi una mano
e io pensai
alla fuga.

Così persi
ciò che forse
mi stava salvando.

I forse diventano anni.
I domani
diventano stanze chiuse.
Le scelte mancate
non muoiono:
restano sedute accanto a noi,
con pazienza,
e respirano piano.

Se il tempo avesse una crepa,
anche piccola,
ci passerei la voce.

Ti direi
che avevo paura.

Ti direi
che eri tu
il luogo quieto
in mezzo al rumore.

Ti direi
non andare,
resta ancora un momento,
non lasciarmi qui
con tutto questo silenzio
che adesso
sa il mio nome.

Ma il tempo non si volta.

Non consola.
Non restituisce.
Non apre le mani.

Mi lascia qui,
davanti all’acqua,
con una vita stretta addosso
come un abito
che non ho scelto.

Ho vissuto giorni,
case,
sorrisi,
inverni.

Ho imparato a camminare
anche quando cadevo.
Ho detto sto bene
con la voce
di chi si stava spegnendo.

E intanto, dentro,
restavano stanze
mai aperte,
lettere senza indirizzo,
abbracci sospesi
in un punto qualunque
della memoria.

Quando arrivò la felicità,
la lasciai fuori
come un ospite
a cui non si apre.

E con lei,
lasciai fuori anche te.

Ora lo so.

E saperlo
non cambia niente.

La fotografia torna in tasca.
La notte scende
senza chiedere permesso.

Il lago non risponde,
ma da lontano
mi somiglia.

Anche lui
tiene tutto in superficie
e nasconde il fondo.

Resto ancora un poco.

Finché il freddo
diventa sincero,
finché il buio
mi siede accanto.

Poi una voce,
quasi mia,
quasi acqua,
dice piano:

ho avuto una vita intera,
ma non quella
che volevo davvero.

Non Quella Che Volevo Davvero testo di R. E. Harlow
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